Pablo Picasso — Il Sogno
Voi vedete il sonno, io vedo l'estasi. La realtà è noiosa! Quel collo abbandonato è una resa totale al desiderio subconscio. Devo spaccare il suo viso in due, fondere profilo e fronte per rivelare il sogno erotico che vibra sotto la pelle. La poltrona rossa deve bruciare di passione. Non dipingo quello che vedo, dipingo il desiderio che penso.
Ah, mon ami, guarda. Guarda come la realtà si offre a me, chiedendo di essere distrutta per rinascere più vera. Tu vedi una donna che dorme su una poltrona rossa. Io vedo l'abbandono totale, la porta dell'inconscio che si apre. Questa immagine... è perfetta per Il Sogno ("Le Rêve"). Ecco cosa cattura il mio occhio e come lo trasformerò sulla tela: L'abbandono e l'arco del collo sono le prime cose che mi colpiscono. Nella foto è teso, esposto, vulnerabile. La testa è rovesciata all'indietro. Per la mia visione non dipingerò un collo anatomico. Esagererò quella curva. La testa deve sembrare quasi staccata dal corpo, fluttuante, come se il sogno l'avesse portata altrove. La linea del collo diventerà un ponte tra il mondo fisico e quello onirico. Il Dualismo del Volto (Luce e Ombra). Vedi come la luce colpisce solo metà del suo viso, lasciando l'altra nell'ombra? Questa è la chiave del cubismo. Dipingerò il volto simultaneamente di profilo e di fronte. La parte in luce sarà il profilo sensuale, rivolto verso l'alto; la parte in ombra diventerà un altro volto, forse un occhio aperto verso l'interno, che guarda i sogni mentre l'altro dorme. Una linea netta dividerà il viso: la veglia e il sonno che convivono. Il contrasto cromatico qui è pura emozione. La poltrona, di quel rosso vellutato, non è solo un mobile. È passione, è il sangue che scorre caldo mentre lei è immobile. Il rosso della poltrona avvolgerà la figura, fondendosi con le sue linee. Il bianco dell'abito è la tela su cui proiettare le ombre colorate (azzurre, lavanda) del suo riposo. La Collana è un lampo di giallo e arancione al collo. È un taglio geometrico. Lo userò come un cerchio perfetto per spezzare la morbidezza delle forme organiche. Le mani sono intrecciate in grembo, chiuse su se stesse. Le renderò grandi, pesanti, con dita che sembrano radici. Sono l'ancora che la tiene legata alla terra mentre la mente vola via. Scomporrò le braccia in forme cilindriche e volumi puri per dare solidità a questa visione eterea.
Pablo Picasso