Edvard Munch — Le ragazze sul ponte
La notte di Åsgårdstrand è un sospiro blu infinito. Sul ponte che taglia la tela, tre ragazze scrutano l'acqua e il loro futuro. Sospese tra l'infanzia e la vita adulta, vibrano in accordo con la natura. Ho dipinto non ciò che vedevo, ma l'eco malinconica della loro attesa, il mistero del loro divenire.
Ascolta. Non con le orecchie, ma con gli occhi. E non con gli occhi fisici, ma con l'occhio dello spirito. Tu vedi Rapallo. Vedi barche di legno su sassi grigi, vedi case dove vive la gente, vedi l'acqua salata. Io vedo una bugia. O meglio, vedo il velo materiale che nasconde la vera sinfonia sottostante. Cosa mi cattura qui? È la necessità interiore che urla per essere liberata dalla prigione della forma oggettiva. Guarda quelle barche in primo piano. Dimentica che servono per pescare. Guarda il Rosso. Quel rosso sulla chiglia non è vernice; è un suono profondo, caldo, terrestre, un colpo di timpano che ancora tutta la composizione alla terra. E come vibra potentemente contro il Bianco dello scafo superiore! Il bianco, che non è assenza di colore, ma un silenzio gravido di possibilità, un'attesa prima dell'esplosione. Questo contrasto, questo violento scontro tra il caldo attivo e il freddo potenziale, è la prima nota del mio quadro. Poi, alza lo sguardo. Il mare. Quel Turchese... non è acqua. È un richiamo spirituale, una profondità che attira l'anima verso l'infinito, un suono di flauto grave e poi di violoncello che si espande. E le case? Quelle non sono abitazioni. Sono un ritmo geometrico, un gioco staccato di quadrati e rettangoli. Sono pennellate di Giallo (squillante, sfacciato), di Rosa (dolce, un po' malinconico), di Ocra. Danzano una melodia leggera contro la massa passiva, pesante, rassicurante del Verde della montagna che incombe dietro di loro. E quella torre a destra? È una linea verticale pura, un punto esclamativo che rompe l'orizzontalità della spiaggia e del mare. Io non voglio dipingere "Rapallo". Voglio dipingere il suono che questi colori fanno quando si incontrano e si scontrano nel mio spirito. Devo dissolvere queste barche, queste case, questa montagna, perché solo quando la forma materiale si indebolisce, l'anima del colore può iniziare a cantare la sua vera canzone. Questa immagine è solo lo spartito; io devo suonare la musica.
Edvard Munch