Paul Gauguin — Nafea Faa Ipoipo
Via da Parigi! Qui vedo lo scontro. La donna in rosso è sangue, fuoco, l'Eva primitiva legata alla terra. L'altra, nel rosa castigato della missione, è il veleno della "civiltà". Al diavolo il realismo. Userò colori piatti e violenti per urlare questa tensione: sceglierai la natura o la nuova legge?
Finalmente. Lontano dal marciume di Parigi, lontano dalla vostra "civiltà" soffocante. Qui, l'aria ha un sapore diverso.
Voi guardate questa scena e vedete due donne tahitiane in un campo. Io guardo e vedo la tragedia e la bellezza del paradiso perduto. Vedo una domanda che brucia sotto questo sole implacabile.
Guardate la donna in primo piano. È lei la chiave. Non è una semplice ragazza accovacciata. Lei è l'Eva primitiva, è la terra stessa. Quel pareo rosso... Mon Dieu, quel rosso! Non è una stoffa, è sangue, è il fuoco vulcanico di quest'isola, è una promessa di passione selvaggia che stride contro il verde acido dell'erba. La sua posa è animale, pronta allo scatto, e quel fiore bianco tra i capelli scuri è un faro di purezza sensuale.
Ma poi... guardate dietro di lei. L'altra figura. Ecco il contrasto che mi ossessiona. Indossa l'abito della missione. Quel rosa pallido, quel vestito castigato che copre il corpo... è il veleno dell'Europa che è arrivato fin qui. Lei siede composta, rigida, ha perso il contatto con la terra che l'altra tocca con le mani.
Quello che vedo di straordinario qui non è il "realismo" della luce. Al diavolo il realismo! È la tensione simbolica. È il dialogo muto tra il passato selvaggio (il rosso, la posa accovacciata) e il futuro incerto e vestito a festa (il rosa, la posa seduta).
Non dipingerò questa profondità atmosferica, queste ombre morbide. No. Prenderò questo verde e lo renderò un piano solido, piatto, come un muro di giada. Prenderò quelle montagne e le farò diventare blocchi di zaffiro. E su tutto, farò esplodere quel rosso e quel rosa, l'uno contro l'altro, senza sfumature, circondati da linee nere spesse come il destino.
Questa immagine è la domanda che mi tormenta: "Quando ti sposerai?". Ti concederai alla vita selvaggia o ti sottometterai alla nuova legge? È tutto lì, in quel campo d'erba.
Paul Gauguin