Joaquín Sorolla — Cucendo la vela
È la luce violenta sulla manica bianca che mi ispira! Quella stessa vibrazione accecante che voglio far esplodere sulla grande vela in spiaggia. E poi il gesto: la tensione del braccio che lavora la stoffa è la stessa fatica onesta dei miei pescatori. È uno studio sulla luce che scolpisce la materia.
Ah! ¡La luz! Non guardate i fiori, guardate la luce!
Ciò che mi colpisce qui, ciò che mi porta dritto alla spiaggia di Valencia per dipingere quella vela enorme, è il modo in cui il sole violento del pomeriggio colpisce la manica bianca di questa donna. Vedete? Non è un bianco piatto. È un bianco che vibra, pieno di gialli, di azzurri nelle pieghe, accecante dove il sole lo colpisce direttamente. È la stessa luce che voglio che esploda sulla grande tela della vela che i pescatori stanno riparando.
E poi, osservate il gesto. La tensione nel braccio della donna in primo piano, la concentrazione mentre tira e lavora la stoffa. È lo stesso sforzo, la stessa onestà del lavoro manuale che vedo nei miei uomini mentre cuciono la tela pesante della barca. Qui è uno scialle fiorito, lì sarà una vela grezza, ma il modo in cui le mani interagiscono con il tessuto, piegandolo e tendendolo, è identico.
Infine, il contrasto. Quei colori meravigliosi e sfacciati dei loro scialli – i rossi, i verdi, gli oro – contro il bianco della camicia. Nel mio quadro, la vela sarà un muro bianco immenso, ma avrò bisogno di queste macchie di colore vivo – le camicie blu, rosa, arancioni dei lavoratori – per far cantare quel bianco e dare profondità alla scena.
Questa foto non è un giardino per me; è uno studio sulla luce che scolpisce la stoffa e sulla dignità del lavoro. È la scintilla per il mio "Veliero".
Joaquín Sorolla