Edgar Degas — Quattro ballerine
Non cerco la posa, ma la vita. In questa schiena curva, nel gesto intimo di aggiustare il tulle, vedo la verità del corpo in movimento. L'azzurro vibra contro la pelle calda. Voglio catturare con i pastelli questo attimo rubato, dove la donna non recita ma esiste. È l'istante fugace prima di entrare in scena.
Ah, ecco quello che cerco. Non la ballerina perfetta sul palco, irrigidita nella posa. No, cerco questo. Questo momento rubato, questo gesto inaspettato. Guarda quella schiena. Non è una statua di marmo, è carne viva, muscoli che si tendono e si rilassano sotto la pelle. Vedi come le scapole si muovono mentre solleva le braccia per sistemare quel tulle? È lì la vita, nel movimento naturale, non nella posa studiata. E la curva del collo, con i capelli raccolti in fretta, che rivela la nuca delicata. È un attimo di intimità che nessuno dovrebbe vedere, e per questo è così prezioso. E quel blu. Quell'azzurro vibrante del corpetto e la trasparenza eterea del tulle che le avvolge la spalla. Non è solo colore, è luce che danza sulla stoffa. Immagino già come i pastelli possano catturare quella leggerezza, quella vibrazione. Come possano fondere il blu intenso con la pelle calda e dorata. Questa donna, in questo preciso istante, non sta recitando una parte. È semplicemente sé stessa, concentrata su un piccolo, banale gesto. Non sa di essere osservata. È la realtà nuda e cruda, senza filtri. È questo che voglio dipingere. Non una dea, ma una donna che si prepara, che vive. Voglio che chi guarda il mio quadro senta il fruscio del tulle, percepisca la tensione dei muscoli, respiri l'aria di quel momento sospeso nel foyer. Questa non è una posa, è un istante di vita che ho il dovere di catturare prima che svanisca. Ecco la mia ispirazione.
Edgar Degas