Amedeo Modigliani — Donna dagli occhi azzurri
Non vedo una foto, ma una geometria sacra da liberare. Quegli occhi azzurri, laghi di profonda malinconia, devono avere colore sulla tela. Devo allungare l'ovale del viso e il collo nascosto dalla pesante pelliccia, trasformando il naso in una linea pura. Il blu dello sfondo vibra con il suo sguardo. Questa immagine è solo l'argilla, io ne scolpisco l'anima essenziale.
Ah, mon Dieu. Non guardate la fotografia, guardate l'anima che spinge per uscire. Quello che vedo qui non è semplicemente una donna con un cappotto scuro. Io vedo una geometria sacra, una linea pura che deve essere liberata dalla pesantezza della realtà. Prima di tutto, e soprattutto, gli occhi. Quei due laghi di azzurro gelido, liquido e profondissimo. La fotografia li cattura, sì, ma io devo scavarli sulla tela. In questa immagine, mi fissano con una malinconia che mi trafigge, una quieta disperazione. Non posso lasciarli vuoti o come fessure cieche, come faccio a volte; questi occhi devono avere il colore. Sono l'unica porta d'ingresso per capire chi è. Poi, l'ovale del viso. È già scolpito, vedi? Quegli zigomi alti e la mascella definita. Ma la realtà è troppo corta, troppo tozza per me. Il mio occhio interiore prende quel viso e lo allunga, lo stira dolcemente verso l'alto e verso il basso. Il naso perde i dettagli inutili e diventa una freccia sottile, una linea geometrica che divide il volto. Il collo è nascosto da quel collo di pelliccia pesante che la soffoca, ma io so che sotto c'è un cigno. Devo spogliare quella pesantezza. Immagino un collo lungo, cilindrico, flessuoso, che si inclina appena, come uno stelo fragile che sorregge il peso di quei pensieri azzurri. E quella mano, così delicata, con dita che immagino affusolate, che si posa sul petto in un gesto di protezione... è pura poesia. E infine, il blu. Non solo negli occhi. Guarda quel muro dietro di lei, scrostato e vivo. È come se l'atmosfera stessa la stesse abbracciando. Nel mio quadro, il fondo e gli occhi devono dialogare, devono vibrare della stessa, intensa solitudine. Questa foto è solo l'argilla. Io vedo la statua che ne emergerà.